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Alla fine bastano sei musicisti

Tubbercurry è un piccolo villaggio a sud di Sligo, al confine con la contea di Mayo. Come in altri tantissimi villaggi in Irlanda, qui si tengono delle Summer School di musica e danza: bambini, adulti, giovani e anziani si radunano e si tengono master class, lezioni di avvicinamento, serate a ballo, session spontanee nei pub lungo la via principale del paese ( che in verità è anche l'unica ). È lunedì pomeriggio e arriviamo trovando il paese deserto: tutti sono già a lezione. Rainer va alla sua lezione di armonica a bocca mentre io e Dana iniziamo ad aggirarci poco convinte alla ricerca di un pub carino dove prendere una birra. Sentiamo della musica venire dal pub meno convincente di tutta la via - da fuori sembra in verità uno di quei negozi di paese in cui puoi trovare di tutto, dalle uova allo sgrassatore. Entriamo attirate da un reel e la sorpresa è talmente abbagliante da lasciarmi per un attimo perplessa. Mi trovo davanti, nell'atrio di quello che in verità era proprio un pub, sei bambini intenti a suonare. La più grande, con l'organetto diatonico, non avrà avuto più di dodici anni. La più piccola, con il violino, ne avrà avuti sì e no sei. Ci sono anche altre due bambine, una con la concertina è una con il banjo, e due bambini - banjo e organetto. Rimango per un po' a guardarli e la mia mano freme per potergli scattare una foto: non c'è quasi nessuno, solo due o tre adulti al bancone e un anziano signore seduto di fianco ai bambini che sorseggia una Guinness - bellissimo contrasto con la Fanta sul tavolo dei giovani musicisti - oltre all'anzianissimo proprietario del pub e sua moglie. Chiedo agli adulti, mi indirizzano al papà dei bambini ( già, scopro che vengono tutti dalla stessa famiglia ) che mi da il permesso, quindi inizio a scattare. I bimbi da prima timorosi iniziano a giocare con me e si divertono a vedere le foto che gli sto facendo, poi continuano a suonare. Io e Dana decidiamo di prendere una birra in questo posto straordinario, fuori dal tempo: uno di quei posti in cui tutte le sedie sono spaiate, appesi alle pareti ci sono ogni genere di cianfrusaglie, i tavolini sono consumati e l'odore acre della birra si mischia a quel profumo di casa che trovi in pochi altri posti. Ci sediamo nell'altra sala, in modo da poter vedere i bambini suonare ma senza disturbali. Quando finiscono e iniziano a giocare, davanti a noi un uomo sulla trentina e un imponente signore tirano fuori concertina e violino e illuminano la sala di musica. Dana va a fare la spesa e io rimango lì, sola, sorridente, beandomi di questo momento. L'anziana proprietaria mi chiede come sto, se sono felice, non le serve sapere altro. Mi sorride tantissimo e io non posso che sorriderle ancora più forte a mia volta. Il vecchietto che prima sorseggiava la sua birra scura di fianco ai bambini, battendo le mani e guardandoli con così tanto orgoglio si siede poi di fianco a me per chiedermi da dove vengo, poi inizia a raccontarmi dei suoi viaggi in Italia quando era giovane. Finisco la mia birra e devo andare.
È passato un giorno e non ho ancora smesso di sorridere.

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Posted by Nicole Albanese 06:44 Archived in Ireland

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